Padre Formenton a una senatrice PDL

La risposta di padre Formenton alla lettera della candidata:

«Spettacolo indecoroso dal suo leader»

Non c’è solo la lettera con il (falso) rimborso dell’Imu. C’è posta anche per i parroci.

Dell’Umbria, nella fattispecie. Ai quali una candidata senatrice del Pdl, Ada Urbani, secondo alcuni siti (tra cui Globalist) ha inviato una lettera in caccia di voti, vecchia tecnica democristiana rispolverata per l’occasione, puntando il dito sui temi etici che vanno per la maggiore: unioni tra omosessuali, le disposizioni sul fine vita, le problematiche sull’uso degli embrioni, l’apertura all’aborto eugenetico. Ma, seguendo il consiglio del cardinale Bagnasco, i parroci non sembrano disposti a farsi abbindolare. «È necessario ¬chiude la lettera della senatrice riportata dal sito – che nel futuro Parlamento ci sia un numero di persone sufficienti a non far passare leggi contro la famiglia, l’uomo e la sua vita. Per questo chiedo anche il suo sostegno e ringrazio per tutto quello che riterrà di fare».

Di seguito si può leggere la lunga e articolata risposta di don Gianfranco Formenton, parroco in provincia di Spoleto.

Ne riportiamo alcuni brani: «Rivolgendosi ai pastori del popolo cristiano ¬si legge all’inizio della risposta- lei dovrebbe ricordare che tra i valori non negoziabili nella vita entrano tutta una serie di comportamenti di vita, di etica pubblica e testimonianza sui quali non mi sembra che il partito di cui lei fa parte né gli alleati che si è scelto siano pienamente consapevoli. Sarebbe bello stendere un velo pietoso su tutto ciò che riguarda il capo del suo partito, sul quale non credo ci siano parole sufficienti per stigmatizzare i comportamenti, le esternazioni, le attitudini pruriginose, le cafonerie, le volgarità verbali che costituiscono tutto il panorama di disvalori che tutti i pastori del popolo cristiano cercano di indicare come immorali agli adulti cristiani e dai quali cercano di preservare le nuove generazioni. Sarebbe bello ma i pastori non possono farlo, perché lo spettacolo indecoroso del suo capo è stato anche una vera e propria modificazione dei valori di fondo della nostra società … operata anche grazie allo strapotere mediatico che ha realizzato una vera e propria rivoluzione, secondo la quale il relativismo morale tanto condannato dalla Chiesa è diventato realtà».

«Un’idea di vita irreale – continua poi la lettera – ha devastato le coscienze e i comportamenti dei nostri giovani, che hanno smesso di sognare sogni nobili e si sono adagiati sugli sculettamenti delle veline, sui discorsi vacui nei pomeriggi televisivi … e su una visione rampante e furbesca della politica fatta di igieniste dentali, di figli di boss nordisti, di pregiudicati che dobbiamo chiamare onorevoli. Oltre a questo, lei siederà nel Senato della Repubblica insieme a tutta una serie di personaggi che coltivano ideologie razziste, populiste, fasciste, che sono assolutamente anticristiane, antievangeliche, antiumane.

Nel Vangelo non c’è una sola’ parola sulle unioni omosessuali, sul fine vita e sull’aborto. Sulle discriminazioni invece, sul rifiuto della violenza e su una visione degli altri come fratelli e non come nemici ci sono monumenti innalzati alla tolleranza, alla non violenza, all’accoglienza dello straniero, al rifiuto delle logiche della furbizia e del potere».

Poi, la chiusa: «Se qualcosa farò non sarà certo suggerire alle pecorelle del mio gregge di votare per quelli che mi scrivono lettere esibendo presunte credenziali di cattolicità. Mi sforzerò, come raccomanda il cardinale, di mettere in guardia tutti dal farsi abbindolare da certi ex leoni diventati candidi agnelli. Se le posso dare un consiglio, desista da questa vecchia pratica democristiana di scrivere ai preti solo in campagna elettorale, e consigli il suo capo di seguire l’esempio fulgido del Papa. Sarebbe un’opera di misericordia nei confronti del nostro popolo».

LA.MA  Milano     dall’Unità del 21 febbraio 2013