L’uscita di Berlusconi dalla scena politica

Le motivazioni della sentenza pesano come un macigno sul futuro politico di Berlusconi.

Siamo stati governati per anni da un truffatore che  ha utilizzato i proventi di una serie di reati, commessi ai danni di tutti noi, per costruire quella che Brecht avrebbe definito la sua <<resistibile ascesa>> nei cieli della politica e che ha ampiamente utilizzato poi il suo potere politico nel tentativo di cancellare, con tutta una serie di leggi ad personam, i reati da cui era partito.

Allontanarlo dal Senato nel rispetto di una legge dello Stato non è solo un atto dovuto agli italiani, è anche e soprattutto un segno di vitalità della nostra democrazia, la prova del fatto che gli italiani possono e debbono ormai fare definitivamente a meno di un tipo di leader assoluto, prepotente, sleale, che agisce al di sopra e al di fuori della Costituzione e delle sue leggi.

L’uscita di Berlusconi dalla scena politica sarà per tutti noi un giorno di festa se ci renderemo conto fino in fondo del rischio che abbiamo corso lasciando a un uomo di questo livello la guida del nostro Paese.

Quella cui potremmo tornare senza di lui, infatti, è una politica normale in cui a confrontarsi sono i partiti e le idee ed in cui non c’è più spazio per chi gioca con carte truccate.
Così risponde a un lettore Luigi Cancrini (psichiatra e psicoterapeuta) sull’Unità del 31/8/2013