C’era una volta Santoro. Ora é servizio a 5 stelle

Se qualcuno si fosse scandalizzato leggendo le dichiarazioni di Berlusconi, nelle quali paragona se stesso e i suoi figli – in quanto prole di un «condannato» – a ebrei perseguitati e deportati ad Auschwitz, si legga questa chicca comparsa come redazionale su ilgiornale.it, house organ del padrone azzurro. Il testo pubblicato in data 15 settembre è scritto da un anonimo «umorista» a proposito di certi centri benessere:

«Io quando sento la parola benessere mi sento male e, mai e poi mai. sarei andato in una Spa. Ci sono finito convinto da amici perché «così ti rilassi», e mai fidarsi dei consigli degli amici. Ecco perché, essendone uscito vivo, per un moto filantropico ho deciso di scrivere questo memoriale della Spa a cinque stelle in cui sono capitato, che per non fare il nome chiamerò Auschwitz.
In queste Auschwitz legalizzate, appena salite in camera trovate accappatoio e ciabattine infradito, nel mio caso di svariate misure meno della mia.
Ho chiamato subito la reception, niente da fare, la misura è standard. Così mi sono ritrovato in giro per i corridoi con altri deportati indossando l’accappatoio di un nano. Voglio dire: perfino nella vera Auschwitz le tute erano su misura. Arrivato al centro benessere ho avuto un brivido quando sull’accappatoio mi hanno spillato un cartellino con il mio nome, chissà perché non me l’hanno tatuato sul braccio, penso adesso.
( … ).
Ma quello era il meglio, il peggio sono le saune. Gentili signorine sadiche vi informano del programma: sauna con il sale, sauna con le erbe, bagno turco, hammam, tutto un alternarsi di caldo e freddo, freddo e caldo, una tortura mai venuta in mente neppure ai nazisti veri. Vi dicono che fa bene, farà bene a crepare prima, infatti vi fanno firmare un modulo che se ci restate è colpa vostra.
( … ).
Dopo dieci minuti mi sono diretto verso l’uscita, e una signorina mi ha redarguito dicendo che dovevo starci di più, almeno due ore per «vedere gli effetti». Mi stava scappando un vaffanculo muorici tu qui brutta stronza, invece le ho risposto sorridendo «passo direttamente alle camere a gas, grazie», non l’ha capita, e mi sono rifugiato nell’Area Relax
( … ).
Una volta a casa, sano e salvo, ho chiamato il mio psichiatra per farmi raddoppiare la dose di antidepressivi, e ho riletto Se questo è un uomo, trovandolo un romanzo soft, quasi rosa. Se fosse stato in una Spa, Primo Levi non sarebbe sopravvissuto per scrivere il libro».

Ora, questo liquame il cui fiume sotterraneo ed emerso e i rispettivi affluenti circolano liberi e rigogliosi nei tessuti bassi del nostro corpo sociale, non l’ha creato Silvio Berlusconi, ma lui ne è il catalizzatore e, se ci si consente il paradosso, l’«ottimizzatore».
Questo liquame ha fertilizzato già le suburre del Basso Impero, dalla cui corrotta temperie – mi sembra che lo abbia affermato Gore Vidal – l’italica gente non è ancora uscita e, vasta parte di essa, non sembra voler uscire. Berlusconi sguazza in un fango di volgarità sconcia e imbecillità programmata e goduriosa.
La imbraccia per la chiamata alle armi di quei suoi decisivi adoratori fascisti,  fascistazzi, fascistoni, antisemiti «amici» del governo di Israele, neo nazisti in attesa dell’alba dorata che lui non smette di promettere loro.
Questo liquame, è stato l’humus che ha generato il fascismo, quello originario, sempre vivo, sottotraccia, nell’anticomunismo senza comunisti, nell’odio per la Resistenza e per la sua immensa eredità: la Costituzione Repubblicana. Lo stesso liquame, ha fertilizzato quella sottospecie di pseudo fascismo televisivo e tettuto che abbiamo definito berlusconismo. Scandalizzarsi per le dichiarazioni di Berlusconi su se stesso e sugli ebrei o sul buon Mussolini che mandava gli avversari in vacanza e accettare Berlusconi in politica è, nel migliore dei casi, da minchioni.
Il Berlusconi doc è questo qui. Se un governo neo nazista lo tirasse fuori dai suoi guai giudiziari, lui lo sosterrebbe con convinzione e trasformerebbe la sua campagna contro le toghe rosse, in una campagna contro le toghe demo-pluto-giudaiche. Autorevoli esponenti dell’ebraismo istituzionale, dal canto loro, considererebbero veniale il suo sproloquio in considerazione del fatto che lui, contestualmente, si dichiarerebbe amico personale di Netanyahu. Ma Berlusconi non è il solo, né il principale responsabile di questo schifo organizzato, l’insipienza di molte «opposizioni», la loro corriva lassità e la servile complicità dei suoi alleati, sono state paradossalmente peggio.
lo che in fondo non coltivo risentimenti, vorrei consigliare al Silvio nazionale, ora che è diventato molto anziano, di informarsi su un museo della Shoah, mi sembra che si trovi a Chicago, in cui la visita consiste nell’assumere l’identità di un ebreo perseguitato e deportato e nel percorrere all’interno del museo, tutto il suo calvario, fino alla riduzione in cenere.
Forse l’esperienza gli farà avere un ripensamento e lo convincerà a vivere, almeno la vecchiaia, con il conforto della dignità.

Moni Ovadia da l’Unità del 7 novembre 2013